sabato 18 aprile 2009

La democrazia deve contemplare l’esercizio di una pubblica deliberazione che sia inclusiva, influente ed egualitaria. Il dibattito pubblico deve assicurare che ogni partecipante abbia adeguate occasioni di espressione, che i partecipanti si capiscano reciprocamente e mostrino la dovuta considerazione gli uni per gli altri. Il dibattito dovrà essere deliberativo, cioè stabilire una solida base informativa, elencare in ordine di priorità i valori chiave, identificare un ventaglio di soluzioni, studiare attentamente vantaggi, svantaggi e compromessi tra le tante scelte possibili, e infine raggiungere la decisione migliore.

John Gastil

Gentili Colleghi dell’Istruzione Artistica,

vorrei esprimere alcune considerazioni a proposito della ipotesi delle due sezioni separate, dove confluirebbero rispettivamente le esigenze dei Las e Isa.

Nella 1° sezione (ex - Las) troverebbero uno spazio privilegiato le Arti principali: pittura e scultura, più Architettura, Fotografia e Video.

Nella 2° sezione (ex - Isa): Design, rientrerebbero, (anche qui post tremenda cura dimagrante), i principali settori delle arti applicate (lapideo, mosaico, ceramica, metalli, tessuti, legno, vetro, arti grafiche).

Il punto più delicato risiede nella creazione di una struttura che, alla prova dei fatti, permetta nel tempo di vivere a tutti i percorsi. Indiscutibilmente il grado di compressione che gli Istituti d'Arte dovranno sopportare sarà molto maggiore rispetto al compattamento imposto ai Licei Artistici.

Altri elementi da valutare in questo senso sono:

• il grado di appeal che tali percorsi potranno esercitare sull'utenza (alcuni settori godono di una diversa considerazione sociale rispetto ad altri, e non sempre ciò è in rapporto con la loro effettiva validità e importanza);

• il tipo e qualità di utenza che prevedibilmente sceglierà un corso piuttosto che un altro;

• le difficoltà legate all’orientamento: secondo questa ipotesi la torta viene divisa in due parti ma la parte che spetta agli ex – Isa dovrà essere ulteriormente frazionata nei vari indirizzi, decretandone, almeno in molte realtà, il rischio chiusura.

Personalmente ritengo che rispetto alle sezioni indicate dal Ministero (Arti figurative, Design / Architettura, New-media) i settori chiaramente individuabili, irrinunciabili del fare attività artistica siano: Arti visive, Design, Beni Culturali.


Arti visive è il percorso che sta alla base degli attuali istituti di istruzione artistica (di alcuni corsi in particolare), nelle triade delle discipline pittoriche, plastiche e geometriche, da integrarsi con i mezzi multimediali. La sua prosecuzione più coerente (ma certamente non l'unica) è l'Accademia di Belle Arti.

Design è il percorso che si fonda sulla Progettazione e sulla sua verifica di Laboratorio. La metodologia progettuale va messa alla prova nei Laboratori scolastici esistenti e va confrontata con la realtà socio-produttiva del territorio. Architettura fondamentalmente è Design edile, la grafica è Visual design. La progettazione-prototipizzazione oggi si fa anche con le nuove tecnologie. Sbocco privilegiato di questo percorso sono le facoltà di Design, Architettura e l'ISIA.

Beni culturali è un percorso un po' atipico per le scuole d'arte in quanto non si fonda sull'unica fondamentale comune matrice: la creatività. Però è un'area di indirizzo che esiste da circa 15 anni nelle nostre scuole, trova uno sbocco universitario nell'omonima facoltà, ed è essenziale per un paese che detiene i 3/4 del patrimonio mondiale di beni storico-artistici. Il rilievo e la catalogazione si realizza in primo luogo con strumenti e tecnologie informatiche.

Pensiamo allora alla formazione in questi settori primari e cioè, semplificando, ai futuri artisti, designer e operatori museali.

Pur essenzializzando, questo schema qui abbozzato si può considerare un possibile punto di partenza, alla ricerca di una condivisione tra gli operatori che possa creare una scuola nuova, una scuola che possa fondere il meglio degli Isa e dei Las e non una scuola che nasce vecchia, spaccata a metà, con due simulacri di ciò che che queste scuole furono in passato, in definitiva due sopravvissuti al disastro. Lasciamo perdere posizioni manichee ("se non siete con noi siete con la Gelmini"), qui interessa solo individuare la formula migliore, anche se fosse il diavolo in persona a proporla.

La proposta qui sommariamente enucleata potrebbe essere verificata insieme ai colleghi delle varie scuole d'Italia, ciò per conferirle una valida articolazione nell'ottica della ottimale formazione dei futuri operatori nel campo dell'arte. Presupposto per la condivisione è creare un gruppo di lavoro interregionale che elabori un'ipotesi frutto della mediazione tra vari punti di vista e diverse esperienze. L'elaborazione dovrebbe cioè essere svolta da un gruppo di volenterosi appartenenti sia ai Licei Artistici sia agli Istituti d’Arte. Eventuali diffidenze sono di solito dovute più che altro alla reciproca scarsa conoscenza.

L’altro punto di partenza per la nostra elaborazione è ovviamente il quadro normativo, soprattutto la L.133, art. 64. Allontanarsi troppo da lì credo sia utopistico.

Mettiamoci d'accordo sui concetti fondamentali, successivamente potremo mettere "in bella" le nostre idee.

In conclusione sostengo che sia utile elaborare una ipotesi di ristrutturazione chiara e direi anche disinteressata. Se da tale proposta emergerà la nostra onestà intellettuale nessuno potrà sospettare corporativismo o faziosità nei nostri progetti, perché avremo perseguito, tenendo la barra dritta, gli alti obiettivi dichiarati nel nostro Appello per la salvezza dell'Arte e del suo insegnamento.


Un saluto e un augurio di buon lavoro al Convegno pugliese.


Un elogio grandissimo agli organizzatori di tutti i Convegni, in particolare all'eccezionale "gruppo di fuoco" palermitano.




Fabrizio Mancassòla

Referente CIAN per la Provincia di Lucca

sabato 11 aprile 2009

Appello per un progetto...

...terremoto in Abruzzo

Difronte a questo disastro, è nato un coordinamento di docenti e studenti delle scuole d'arte di Pescara, Penne, Vasto e Chieti, Licei Artistici di Crema e Cremona. Per idee, progetti, indicazioni, consigli e solidarietà alla Regione Abruzzo colpita dal sisma.
Dirigente scolastico Maria Luisa Carmini (LAS di Crema) 3475214723 Giuseppe Colangelo 3335979397

giovedì 9 aprile 2009

DOCUMENTO FINALE - CONCLUSIONI

Convegno Nazionale degli Istituti di Istruzione Artistica della Sicilia

Attualità e futuro dell’istruzione artistica in Italia

Tra formazione per l’arte, didattica per la creatività e scenari istituzionali da riscrivere


Il Convegno Nazionale degli Istituti di Istruzione Artistica della Sicilia “Attualità e futuro dell’Istruzione Artistica in Italia” tra formazione per l’arte, didattica per la creatività e scenari istituzionali da riscrivere, svoltosi venerdì 3 aprile 2009 presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo è stata un’occasione straordinaria di analitico ed articolato confronto sulle tematiche inerenti lo stato di fatto, le previsioni ministeriali e le proposte per la riconfigurazione di questo fondamentale settore dell’istruzione pubblica.


Alla presenza di rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti, della Scuola, dell'Assessorato P.I. della Sicilia, del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, della scuola: Docenti, Dirigenti Scolastici, Direttori generali dei Servizi Amministrativi, Personale A.t.a., Rappresentanti del mondo sindacale e politico, Studenti, questo convegno ha offerto la possibilità di comprendere che una vera riforma può nascere dalla relazione e dall’interscambio di competenze, senza pregiudizi ed irrigidimenti fra ambiti istituzionali differenti. 


Con la condivisione dei presupposti di analisi e con la convergenza di finalità ed obiettivi è possibile attuare una trasformazione che, attenta alle esigenze di semplificazione e razionalizzazione, sia in grado di garantire  solidità ed efficacia operativa alle istituzioni scolastiche dentro cui si dovrà attuare la ridefinizione dell’istruzione artistica.


In questo assetto di confronto aperto, tra le conclusioni articolate delle relazioni, dei dibattiti e delle considerazioni riassuntive si è delineata, in modo sostanzialmente condivisa, una proposta riconducibile al Piano degli studi previsto dall’allegato C/1 di cui al D.Lgs 226/2005.


Tale proposta, che segna il progredire del dibattito nazionale verso traguardi più avanzati, vede le due istituzioni oggi esistenti, Liceo Artistico e Istituto d’Arte, compresenti e partecipi nel recepire gli assunti sull’innalzamento degli orari relativi all’area umanistica e scientifico-matematica, ma distinte senza gerarchie in due sezioni dotate di una propria identità didattica e formativa riconoscibili nell’articolazione dei contributi disciplinari e metodologici. 


Dal complesso delle relazioni, delle interlocuzioni, dei dibattiti, e delle sintesi finali prodotte nel corso della lunga giornata d’incontro è possibile raccogliere come orientamento complessivamente condiviso le seguenti proposizioni fondamentali:


    1. -E’ indispensabile riconoscere l'identità e la dignità dell'istruzione artistica in Italia come bene collettivo e ambito specifico di educazione e formazione per l'arte affinché si possa realizzare, così come previsto dal Piano Programmatico, "... l'attivazione di iniziative volte sia ad armonizzare e ricondurre in un quadro coerente i diversi interventi di riforma ordinamentale succedutisi negli ultimi anni, sia operare, all'interno dei diversi ordini di scuola opportunamente rivisti, una riformulazione degli assetti orari...".


    1. -E’ indispensabile, attraverso una ricognizione analitica delle istituzioni scolastiche esistenti,  individuare e tutelare le strutture fondamentali di esperienza didattica-formativa realizzate dentro i Licei Artistici e gli Istituti d'Arte per riconoscerne il profilo di identità, al fine di razionalizzare e semplificare l'esistente, senza snaturarlo, per rendere pienamente efficienti i servizi scolastici “... per... raggiungere risultati qualitativi migliori e di più alto profilo...".


    1. -E’ necessario affermare la legittimità e titolarità della Scuola e dell'Istruzione artistica nel confronto con gli organi istituzionali preposti alla riforma dell'ordinamento liceale di questo settore, perché possa presentare in forma strutturata, condivisa e definita nei tempi e modi, un proprio contributo teorico e pratico “… affinché sia realizzato un disegno organico ed un intervento riformatore unitario e condiviso e comunque tale da adeguare alla mutevole realtà gli ordinamenti scolastici, i percorsi formativi, i modelli organizzativi e didattico pedagogici,..” così come espresso nel corso della Premessa allo Schema di Piano Programmatico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca....


    1. -Dalle analisi svolte durante il Convegno, preliminarmente sulla distribuzione delle istituzioni scolastiche e degli ordinamenti adottati sul territorio nazionale, si è constatata l'esistenza di numerose sperimentazioni e assetti ordinamentali che, in un’ottica di razionalizzazione, imposte dalla congiuntura politico-economica attuale, dovranno essere ricondotti verso soluzioni semplificate.


    1. -Dalle osservazioni dei convegnisti è emersa con evidenza una volontà determinata di confronto con gli organi ministeriali competenti alla definizione dei Piani di Studio contenuti nelle modifiche al decreto legislativo n. 226 del 2005, sulla base dell'esperienza acquisita nell'organizzazione tecnica, didattica, procedurale maturata all'interno degli istituti artistici e poco nota fuori da queste realtà.


    1. -Si è riconosciuta l'esigenza, sollecitata dal ministero, di procedere nel quadro del riordino liceale, ad un potenziamento complessivo dei livelli formativi, dei linguaggi umanistici, matematici e scientifici, accogliendo nel cambiamento del piano di studio, un conseguente consolidamento dei carichi orari settimanali. Ciò determinerà una compressione delle discipline dell'area artistica rispetto ai livelli attuali.


    1. -Si è ritenuto tuttavia del tutto incongruente la fusione delle due istituzioni presente nel Piano degli Studi dell’allegato C/1 del decreto legislativo n. 226/2005, confermato dalle modifiche apportate dall’allegato “A”. 


    1. -Si è ravvisata la sostanziale incongruità dell'indirizzo denominato Audiovisivo, Multimedia, Scenografia, rispetto alla prassi consolidata della didattica per l’arte che incorpora già metodologicamente l'uso delle tecnologie multimediali ed informatiche. Si tratta in altre parole di discipline preziose, ma sussidiarie e complementari alla didattica di tutti i percorsi scolastici.


    1. -In particolare per l'ambito Scenografia, il venir meno del supporto disciplinare geometrico, grafico, proiettivo ed in generale l’inconsistente apporto disciplinare artistico previsto ne compromette senso ed efficacia. 


    1. -Suscita perplessità la presenza della seconda lingua straniera all'interno del piano degli studi, rispetto a quanto elaborato per i licei classico e scientifico in cui le discipline di indirizzo possiedono una rilevanza media del 15% in più nei confronti di quello artistico. Mutuando le osservazioni contenute nella Relazione illustrativa dello Schema di regolamento del riordino dei Licei, in considerazione della necessità di riservare allo studio delle discipline d’indirizzo lo spazio orario indispensabile per apprendere la “grammatica” delle attività artistiche, è necessario effettuare la soppressione della 2° lingua straniera all’interno delle attività e degli insegnamenti obbligatori. 


    1. -Per quanto riguarda gli obiettivi specifici di apprendimento, contenuti nell’allegato C/1 e non modificati dall’allegato “A”, si riscontrano discordanze e/o carenze relative a: i tempi previsti per la didattica, alla progressione delle tematiche, alle peculiarità metodologico-didattiche presenti negli attuali istituti artistici, alle tecniche specifiche delle discipline pittoriche, scultorie e architettoniche.


    1. -Si è preso atto dell'esigenza di attribuire equilibrio e pari dignità alle due istituzioni: Istituto d'arte e liceo artistico sul piano dei processi educativi e formativi all'interno del settore liceale, preservandone tuttavia i fattori specifici di identità organizzativa e formativa nell'ottica di non svalutarne le prerogative essenziali e funzionalmente efficaci. 


    1. -Dalle considerazioni emerse nel corso delle analisi dei quadri orari per il liceo artistico, a confronto con quello esistente, è risultata in misura largamente condivisa la formulazione di una proposta che intende realizzare  nell’area d’”indirizzo”, un equilibrato apporto delle discipline artistiche (Discipline Pittoriche, Discipline Plastiche, Discipline Geometriche Architettoniche), che detengono il patrimonio culturale dei linguaggi visivi, con l’aggiunta delle Discipline Audiovisive (Foto/Video), lungo l'arco del quinquennio.


    1. -Viene proposta la presenza, dal secondo biennio e nel quinto anno, di una quota oraria, inclusa nelle attività ed insegnamenti obbligatori, definita “curvatura” o “micro-indirizzo” che permette all’alunno l’approfondimento di una determinata disciplina artistica e/o l’approfondimento delle tematiche legate alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico.


    1. -Per quanto concerne l'istituto d'arte, accettato sostanzialmente l'incremento orario per le discipline dell'area scientifico-umanistica si è ribadita la necessità di preservare le peculiarità organizzative/operative di questi istituti, fondate in modo prevalente sul rapporto interattivo progettazione-laboratorio all'interno degli ambiti artistici tradizionali. Questi ultimi, all'interno della configurazione presente nei piani degli studi di cui al decreto legislativo 226 /2005, risultano praticamente esclusi. 


    1. -Ancora di più si ritiene inaccettabile il disconoscimento di quegli ambiti di eccellenza degli istituti d'arte presenti in alcune parti del territorio italiano, radicati nel contesto economico culturale la cui specificità tecnica non può essere disgiunta dal processo di formazione artistica.


    1. -Con riferimento ai punti precedenti si ritiene condivisibile, sulla base delle analisi e considerazioni emerse lungo il corso del Convegno del 3 aprile 2009, formulare uno schema di  piano di studi per il nuovo Liceo Artistico, in alternativa a quello presente nell’allegato “A”, modifiche del decreto legislativo n.226 del 2005. In questo schema si perviene ad un Liceo articolato in due sezioni corrispondenti rispettivamente a quello che oggi è definito Liceo Artistico e quello che oggi è definito Istituto d'Arte, così come avviene nelle modifiche dell’allegato C/5, per il Liceo Musicale e Coreutico, articolato in due sezioni distinte fin dal primo anno. 


    1. -Con riferimento ai punti precedenti si ritiene condivisibile, sulla base delle analisi e delle considerazioni emerse lungo il corso del Convegno del 3 aprile 2009, formulare uno schema di piano di studi per il Nuovo Liceo Artistico in alternativa a quello previsto dallo schema di regolamento, presente nel relativo allegato “A” (Modifiche degli allegati B, C, C/1, C/2, C/4, C/5, C/6 e C/7 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226). Schema dal quale è possibile evincere l'opportunità di pervenire ad un Liceo Artistico Unitario, articolato in due sezioni corrispondenti rispettivamente a quello che oggi è definito Liceo Artistico, e quello che oggi è definito Istituto d'Arte. Prendendo come punto di riferimento strutturale il Liceo Musicale e Coreutico (previsto dallo stesso regolamento e dal D.Lgs 226/2005), le due sezioni avrebbero l’area di base (discipline umanistiche, scientifiche, storia dell’arte, scienze motorie e sportive, religione o alternativa) in comune nei contenuti e nella quota oraria. La distinzione fra le due sezioni avverrebbe, fin dal primo anno del 1° biennio, attraverso la differente struttura metodologica-didattica e i diversi obiettivi specifici di apprendimento (discipline) che caratterizzano l’area artistica delle rispettive sezioni.


      1. Per la prima delle due Sezioni (corrispondente all’assetto futuro dell’attuale Liceo Artistico) è stata manifestata una proposta che intende recepire nel quadro orario un equilibrato apporto delle discipline artistiche intese nella loro unicità, cioè senza distinzione tra fase progettuale e laboratoriale, lungo l'arco del quinquennio, con la presenza nel secondo biennio e quinto anno della “curvatura” o “micro-indirizzo”, incluso nelle attività ed insegnamenti obbligatori, al fine di permettere all’alunno l’approfondimento di una determinata disciplina artistica e/o l’approfondimento delle tematiche legate alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico.



      1. Per quanto attiene alla seconda Sezione (corrispondente all’assetto futuro degli attuali Istituti d’Arte), si ipotizza un percorso fondato sulla metodologia didattico-formativa legata alla dualità Progettazione/Laboratorio. La didattica laboratoriale, fondamentale per la specificità di questa ipotetica Sezione, dovrà essere il punto centrale sul quale si articoleranno tutte attività legate al fare artistico. I due momenti didattici progettazione/laboratorio dovranno fungere da “contenitori” all’interno dei quali attivare le specializzazioni più consolidate, in riferimento alle tradizioni radicate nei vari territori e alle realtà produttive, operando una sintesi sulle reali necessità, eliminando duplicazioni, corsi inattuali e non contestuali. 



Ciò che segna l’avanzamento operativo nella riflessione sull’Attualità ed il futuro dell’istruzione Artistica volta in seno al convegno, è la proposta di configurazione, unitaria ed insieme articolata del nuovo liceo artistico, nel rispetto delle identità organizzative, didattiche e formative del Liceo artistico e dell’Istituto d’arte attuali, in funzione dei provvedimenti di contenimento della spesa pubblica, ricondotti ad un ordinamento e un quadro orario semplificati e tuttavia, ancora riconoscibili nell’articolazione dei propri contributi disciplinari e metodologici.



Gli Atti del Convegno restano come parte integrante costitutiva delle precedenti proposizioni.  


Palermo 3 Aprile 2009

SCHEMA IPOTESI NUOVO LICEO ARTISTICO


Articolato in 2 sezioni:

Modello di riferimento: Liceo “Musicale e Coreutico” previsto dal D.Lgs 226/2005 (Vedi allegato C/5)


Sezione 1 “Attuale Liceo Artistico” 

Sezione 2 “Attuale Istituto d’Arte”

Nomi delle sezioni da definire


Area di Base


Discipline umanistiche, scientifiche, ed. fisica, religione nei contenuti e nelle unità orarie in comune.


Area Caratterizzante


Storia dell’arte nei contenuti e nelle unità orarie in comune. Particolare attenzione per le arti applicate nella sezione “Attuale Istituto d’Arte”.


Area comune nelle due sezioni:


Lingua e letteratura italiana

Lingua Inglese

Storia - Filosofia

Matematica - Fisica

Scienze naturali

Storia dell’Arte

Scienze motorie e sportive

Religione o attività alternativa



Quota oraria identica a quanto previsto dall’allegato “A” (Modifiche degli allegati B, C, C/1, C/2, C/4, C/5, C/6 e C/7 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.Fatta eccezione della Matematica relativamente alla conversione in Matematica e Fisica.


2° Lingua straniera


In considerazione della necessità di riservare allo studio delle discipline d’indirizzo lo spazio orario indispensabile per apprendere la “grammatica” delle attività artistiche è necessario effettuare la soppressione della 2° lingua straniera all’interno delle attività e degli insegnamenti obbligatori.

L’apprendimento della 2° lingua straniera potrebbe effettuarsi applicando il Metodo CLIL (Content and Language Integrated Learning) che consiste nel fare insegnamento di una disciplina non linguistica mediante una lingua straniera. O attraverso gli Insegnamenti attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa nei limiti del contingente di organico assegnato all’istituzione scolastica, tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie.




Area d’Indirizzo


Sezione corrispondente “Attuale Liceo Artistico”


Biennio


Discipline Pittoriche e grafiche 

Discipline Plastiche e della formatura 

Discipline Geometriche e architettoniche 

Discipline Audiovisive

Percezione visiva e teoria della forma


Triennio

Pittura (1)

Scultura (1)

Architettura (1)

Fotografia e Video (1)

“Curvatura” - micro-indirizzo (1)*




Sezione corrispondente “Attuale Istituto d’Arte”(2)


Biennio


Disegno dal vero

Plastica

Disegno Geometrico

Laboratorio Artistico

Educazione visiva


Triennio

Tecnologia/Chimica dei materiali

Applicazioni di Geometria proiettiva

Progettazione (2)

Laboratorio (2)(3)




Note:


(1) APPROFONDIMENTI-INTEGRAZIONE con contenuti relativi al rilievo pittorico, plastico, architettonico, fotografico, con particolare riferimento alla tutela e conservazione del patrimonio artistico e ambientale in particolare:

  1. -Per la PITTURA: Discipline per la pittura. Tecniche di disegno. Tecniche pittoriche tradizionali e contemporanee, uso di nuove tecnologie. Uso dei nuovi media legati alle attuali tendenze. Elementi tecnici di scenografia. Potenziamento disciplinare attraverso i nuovi media: comunicazione visiva; grafica editoriale; allestimenti e installazioni; tecniche per il restauro in relazione al patrimonio esistente (antico, moderno e contemporaneo).

  2. -Per la SCULTURA: Discipline per la scultura. Tecniche di disegno per l’elaborazione scultorea. Tecniche dirette e indirette, tradizionali e contemporanee, uso di nuove tecnologie. Uso dei nuovi media legati alle le attuali tendenze. Tecniche e metodologie legate alla scenografia e alla cinematografia. Potenziamento disciplinare attraverso i nuovi media in relazione a: allestimenti e installazioni; tecniche per il restauro in relazione al patrimonio esistente; materiali alternativi nell’ambito della produzione e riproduzione di opere ai fini del restauro.

  3. -Per l’ARCHITETTURA: Discipline per l’architettura, il patrimonio esistente, l’ambiente e il paesaggio. Scenotecnica. Apporto disciplinare dei nuovi media in relazione a: rilievo e conoscenza del patrimonio esistente architettonico ed ambientale e alla loro trasformazione progettuale; paesaggio e sua sostenibile trasformazione. Design e produzione.


(*) A scelta dello studente tra le discipline d’Indirizzo per l’intero triennio finale, ai fini della caratterizzazione della prosecuzione degli studi post-liceali e per una scelta operata consapevolmente. Incluso nelle attività ed insegnamenti obbligatori, al fine di permettere all’alunno l’approfondimento di una determinata disciplina artistica e/o l’approfondimento delle tematiche legate alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico.



(2) Caratterizzati in relazione all’Offerta Formativa legata all’ambito ed alla tradizione territoriale, saranno attivate specializzazioni secondo le tradizioni legate al territorio e le realtà produttive, rivedendo gli “ambiti” in vigore effettuando una necessaria razionalizzazione dei numerosi indirizzi e stabilendone un numero fisso e limitato


In particolare, a titolo di esempio, potrebbero essere:

  1. -Ceramica, Vetro, Metalli (Oreficeria), Mosaico, Tessuto/moda, Marmi e Pietre, Legno (Ebanisteria), Grafica (e Arti Grafiche)...


Per le tradizioni culturali legate e radicate nel Territorio i riferimenti sono, per esempio:


  1. -PER LA CERAMICA Faenza, Caltagirone …,

  2. -PER L’OREFICERIA Vicenza, Firenze...,

  3. -PER IL VETRO Venezia,...,

  4. -PER IL MOSAICO Ravenna, Monreale,...,

  5. -PER I MARMI E LE PIETRE Pietrasanta,...,

  6. -E altre specializzazioni fra le più consolidate, operando una sintesi sulle reali necessità, eliminando duplicazioni, corsi inattuali e non contestuali. 


(3) IL LABORATORIO si suddividerà secondo le esigenze degli ambiti (specializzazioni) attivati nella 2° sezione, tenuto conto dell’organico e senza comportare oneri aggiuntivi.